sabato 27 ottobre 2012

Día de Muertos - l Giorno dei Morti


... La nostra festività preferita messicana dell'anno!!!

La maggior parte delle festività nazionali messicane - alcune delle quali associate a momenti importanti della vita della collettività - è legata al calendario liturgico cattolico e tuttavia è spesso evidente la presenza di elementi rituali di origine preispanica.


Caso esemplare è la ricorrenza del "Dia de los Muertos" (Il Giorno dei Morti), il 2 novembre, celebrata in tutto il paese... Nel 2003 questo giorno è stato dichiarato dall'UNESCO uno dei Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità...



Per il messicano questa tradizione si spiega così: "la morte rappresenta una naturale continuazione della vita in altre forme, è il momento in cui è possibile superare quel velo di illusione che è la vita sulla terra e non c'è timore del dopo, poiché l'intero universo è mantenuto in perfetto equilibrio dalla saggezza della sapienza eterna che governa il mondo."



Sociologi e scrittori hanno scritto migliaia di pagine per spiegare l'intrigante e unico rapporto che i messicani hanno con la morte, una presenza esorcizzata in molti modi, spesso con un'ironia spinta oltre i confini dell'assurdo. Il "Dia de los muertos" è un'ottima occasione per capire questo aspetto peculiare dell'anima messicana quando in molte zone del Paese, soprattutto quelle a maggioranza indigena, le celebrazioni ridanno vita alle tradizioni religiose precolombiane.


Già verso la fine di ottobre negozi, pasticcerie, piazze e mercati di tutto il Messico si riempiono di calaveras, ovvero dolci a forma di teschio di ogni dimensione, dai colori pastello.



I fidanzati, si giurano eterno amore davanti a bare di zucchero che si aprono a scatto su piccoli scheletri che portano il nome dell'amato.




Le panetterie preparano il pan de muertos (pane dei morti) ornato di zucchero, che viene portato nei cimiteri e simbolicamente offerto ai propri cari defunti... Le donne maya dello Yucatàn cucinano l'hanal-pixan, ovvero il pranzo delle anime; nello Stato di Tabasco, invece, al caro estinto vengono offerti i tamales, involtini di mais e pollo avvolti in foglie di banana.

I dolci dei morti, preannuncio del dia de muertos, sono la manifestazione più evidente di un'idea della morte ambigua e ossessiva, nata ai tempi degli aztechi. Una presenza ingombrante da esorcizzare, anche con l'ironia, che si è intrecciata con una vita quotidiana spesso resa precaria da guerre civili e rivoluzioni.


Già nei giorni precedenti la celebrazione vera e propria fervono i preparativi: nelle case si dedicano ai defunti altari colorati, adorni di fiori e di offerte e nella notte che precede il 2 novembre l'intera popolazione si reca nei cimiteri.


Nei paesi e nelle città vengono allestiti, nei luoghi pubblici, altari e composizioni di scheletri di cartapesta (immortalati dal più celebre caricaturista messicano, José Guadalupe Posada) che 'vivono' le situazioni normali della vita: suonano, ballano, dormono, mangiano, scherzano.



La morte, ... è presente infatti in ogni momento dell'esistenza, nelle canzoni e nelle poesie: il messicano anche sulla morte ha battute mordaci, si burla di lei, ironizza, la corteggia, la nomina "allegramente" e, soprattutto, la accetta. 
(Si raccomanda leggere a Octavio Paz - El laberinto de la soledad/Labirinto della solitudine - 1950)...


In quasi tutte le panetterie e sui mercati si vendono pani e dolci da forma di scheletro e da tutte le parti vengono esposti scheletri e teschi in cartapesta.

In occasione di questa festività si regalano ad amici e parenti le "calaveras" (teschietti di zucchero) ornati dei loro nomi: il teschio non ha infatti niente di orripilante o terrificante e, trofeo ostentato pubblicamente durante l'epoca preispanica, è oggi quasi una forma ornamentale, allusione all'immortalità della vita.



I riti più impressionanti si celebrano nei villaggi Purépecha, intorno al Lago Janitzio, nello Stato di Michoacàn, mentre la celebrazione più spettacolare si svolge sull'isola di Janitzio, nei pressi di Pátzcuaro. La cerimonia è particolarmente suggestiva, con il piccolo cimitero a picco sul lago illuminato solo da migliaia di candele.



L'apice della cerimonia è raggiunto nella notte tra l'1 e il 2 novembre in molti cimiteri, che sono ornati di "cempasúchil" i fiori arancioni di stagione... e la gente porta le offerte e le vivande (ofrendas) preferite dei parenti scomparsi poiché, secondo le credenze popolari, i defunti scendono in quella notte dall'aldilà per partecipare con i vivi alla festa...

In onore dei defunti si svolge dunque un rituale che celebra la continuità della vita, eredità dei culti preispanici che vedevano i concetti di vita e di morte come un'unità indissolubile, la morte come fonte di vita e presupposto di ogni nascita. Coatlicue, la dea creatrice e distruttrice dei Mexica (Aztechi), incarnava questo principio: madre-terra che dà la vita, si alimentava al tempo stesso grazie al sacrificio e alla morte dei suoi figli e questo ciclo era necessario per mantenere l'ordine dinamico del cosmo.

"Questo potere di conciliazione tra la vita e la morte - scriveva André Breton - è la principale attrattiva del Messico..."


¡¡¡Feliz día de muertos!!!!
Staff Miel de Flores 
Collaborazione speciale di Messico Amore B&B - Grazie!!!

mercoledì 3 ottobre 2012

Esquites - Chicci di Mais alla Messicana!!!


Los Esquites - Gli Eschites

Oggi parliamo di uno dei nostri cibi di strada preferiti: gli “esquites” (eschites), sono chicchi di mais cotti alla piastra o bolliti, si mettono in un bicchierino e si condiscono con peperoncino in polvere, maionese, formaggio, limone e sale al gusto.


Gli esquites sono un tipico sfizio servito all'angolo della strada… e’ la parola ha origine nel náhuatl - izquitl… icehqui 'tostare in padela'.

Assolutamente indispensabile  il chile de arbol, un peperoncino allungato e sottile, non troppo piccante, che però assomiglia a certi peperoncini secchi del sud italia.





Ingredienti per 4 persone:
¼ di cipolla
2 peperoncini
4 baratolli di mais dolce
2 cucchiai d’olio
1 pezzino di prezzemolo (la ricetta originale e’ con epazote, un’erba messicana)
4 cucchiai di maionese light
½ tazza di formaggio fresco (tipo ricotta)
Peperoncino in polvere
2 limoni a meta’
Sale al gusto

Preparazione:
Taglia la cipolla e i peperoncini finemente…
In una padella larga, versare i due cucchiai d’olio, la cipolla e i peperoncini finche’ vengano rosolati.
Poi versate il mais e mescolatelo frequentemente finché non sarà ben abbrustolito (per 7 minuti).



Prima di mangiarli, condire con un bel pizzico di sale, peperoncino in polvere, la maionese ed il formaggio… per ultimo un po’ di succo di limone spremuto, al gusto e LISTO!!!

Buon appetitto!!!